Stefano Cazzella
Caccio's Blog Author

Last Tweet

Commenti

  • Azionifiat su Fiat Bravo Guerrilla Marketing
  • Amit su Business Intelligence Modeler (alpha version)
  • Stefano Cazzella su Dimensional Fact Model: dalla teoria alla pratica
  • Camillo su Dimensional Fact Model: dalla teoria alla pratica
  • Stefano Cazzella su Dimensional Fact Model

Tag Cloud

Dimensional Fact Model: dalla teoria alla pratica

Pubblicato il 28/01/2010 da Stefano Cazzella in Business Intelligence

Dopo aver introdotto il formalismo Dimensional Fact Model (DFM) come strumento di definizione dei requisiti per la realizzazione di applicazioni analitiche e aver proposto una serie di regole che guidino il disegno di un modello dati relazionale in grado di soddisfare tali requisiti, è giunto il momento di vedere come sia possibile mettere in pratica tutto ciò seguendo un modello di sviluppo di tipo Model Driven.

Il raffinamento progressivo del requisito di analisi attraverso il contributo di altri requisiti non-funzionali ricalca il modello di progettazione e realizzazione basato sull’integrazione ex-ante dei metadati di progetto già teorizzato in un post di qualche anno fa.

Innovare il processo produttivo vuol dire innovare tanto le metodologie quanto gli strumenti di lavoro. Dal punto di vista metodologico il processo produttivo dovrebbe essere basato sul continuo riuso dei metadati: ogni attività dovrebbe arricchire i metadati del sistema integrando quanto già realizzato con nuove informazioni. Ad esempio la modellazione logica di un Data Mart dovrebbe partire dalla definizione del suo modello dimensionale arricchendolo con “i dettagli” utili alla sua implementazione in tecnologia ROLAP o MOLAP.

Tale integrazione “a priori” dei metadati garantisce nel corso del processo produttivo una maggiore coerenza fra le componenti software realizzate. Inoltre, poiché il processo produttivo parte proprio dalla raccolta e formalizzazione dei requisiti e dall’analisi del patrimonio informativo e procede con l’integrazione dei metadati relativi agli aspetti progettuali e realizzativi del sistema, le probabilità che i requisiti utente siano sodisfatti aumentano. Si accorciano inoltre i ritardi nel rilevare problemi di incoerenza fra analisi e progettazione, progettazione e realizzazione o soddisfacibilità di requisiti.

8 commenti »

  1. Commento di Claudio
    30 April 2010 @ 12:43

    Sarebbe utile sapere qual’è il case utilizzato nel filmato-demo per la definizione del DFM.

  2. Commento di Stefano Cazzella
    3 May 2010 @ 23:00

    Il video è stato realizzato con un prodotto “sperimentale” su cui sto lavorando da anni dedicandogli quelle frazioni di tempo libero che riesco a sottrarre a famiglia, altri hobby (fra cui questo blog), sonno. Dopo un lungo periodo di ideazione, progettazione e prototipizzazione condotte secondo quell’approccio di tipo MDE citato in altri post, credo si comincino a vedere i frutti e spero a breve di poter pubblicare qualcosa di più di un semplice video dimostrativo.

  3. Commento di Stefano Cazzella
    12 January 2011 @ 23:12

    Con molto ritardo rispetto ai miei piani ho rilasciato una versione alpha del software Business Intelligence Modeler utilizzato per preparare il video che può essere liberamente scaricato dal blog (sezione SOFTWARE).

  4. Commento di Andrea
    29 January 2012 @ 17:01

    Salve, ottima spiegazione. Volevo sapere se il suo software Business Intelligence Modeler prevede la possibilità di disegnare attributi cross-dimensionali. Grazie

  5. Commento di Giorgio
    30 January 2012 @ 18:48

    Complimenti per la spiegazione e per il software. Molto utili entrambi.

  6. Commento di Stefano Cazzella
    3 February 2012 @ 18:41

    No, non supporta né gli attributi cross-dimensionali né gli archi multipli.

    Entrambi i costrutti sintattici rappresentano relazioni di tipo molti-a-molti fra attributi dimensionali che costituiscono una sorta di “eccezione” nel classico modello multi-dimensionale costituito da dimensioni, gerarchie, fatti e misure.

    In particolare gli attributi cross-dimensionali rappresentano relazioni di tipo molti-a-molti fra due dimensioni che possono essere rappresentate strutturalmente anche con delle fact-less (schemi di fatto privi di misure).

  7. Commento di Camillo
    21 December 2013 @ 21:11

    Ciao,

    complimenti per il tool (egoisticamente avrei deasiderato la creazione del DDl per Sql server..). Dato che essendo una versione alpha non lo ritiene uno strumento utilizzabile per scopi professionali, di solito cosa altro utilizzi per il tuo lavoro?

  8. Commento di Stefano Cazzella
    23 December 2013 @ 19:04

    Il tool BIM è ancora in fase alpha – di sviluppo – in quanto mancano ancora divrse funzionalità per ultimare il disegno minimale che ne ha motivato lo sviluppo (vedi presentazione fatta a Stoccarda con roadmap evolutiva finale). Intanto dal primo rilascio pubblico sono stati corretti alcuni bachi minori e BIM è attualmente utilizzato in più progetti “reali” (non solo da me).
    Ti anticipo che, a grande richiesta, il supporto per Sql Server è già stato aggiunto nella nuova release che dovrei pubblicare per fine anno.

RSS feed for comments on this post. TrackBack URL

Lascia un commento