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Le misure contano? (BarCamp / RomeCamp 2007)

Pubblicato il 30/01/2007 da Stefano Cazzella in Web 2.0

Al BarCamp di Roma della settimana scorsa ho proposto alcune riflessioni su come e perché misurare la blogosfera. Di seguito ho riportato le slide utilizzate durante l’intervento (chi non riesce a visualizzarle può andare direttamente su slideshare dove sono pubblicate assieme a molti altri interventi del BarCamp o scaricare la versione in PDF)

Lo spunto per le riflessioni è nato dalle discusioni intrecciate fra vari bloggers (fra i migliori post quelli di Axel su I blog it!, Suzukimaruti e Giuseppe Granieri su Apogeonline) circa le motivazioni che spingono all’irrefrenabile istinto di misurare la propria celebrità e il significato indotto che può essere attribuito da osservatori esterni (ma interessati al fenomeno) ai risultati misurati. Esprimere numericamente e sinteticamente l’importanza attribuita ai diversi blog serve sia a posizionare i blog all’interno della blogosfera e facilitare l’emersione dei contributi di maggior valore, che a raffrontare il fenomeno con i numeri di altri settori editoriali esterni, ma spesso contigui, alla blogosfera. L’interesse per metriche di questo tipo è alta sia in Italia che fuori anche in relazione alla crescita esponenziale del fenomeno blog la cui analisi quantitativa risulta tutt’altro che semplice senza un sistema di misura condiviso e attendibile nelle sue rilevazioni.

Gran parte delle metriche definite a tale scopo sono ispirate (spesso liberamente) al “mitico” algoritmo dei ragazzi di Google noto come PageRank. Tali metriche si basano sul concetto di citazione: più una pagina/post/sito/blog è citato da altre pagine, più questo è ritenuto di interesse. Technorati, ad esempio, per il suo posizionamento nella classifica generale utilizza il numero di link diretti verso un blog come indice della sua importanza. Fra i principali difetti di questo approccio (tralasciando le storture imputabili alle implementazioni orientate alla struttura dei siti web 1.0) citerei l’auto-referenzialità: l’unico giudizio che viene tenuto in conto è il giudizio di chi pubblica contenuti su Internet che ha quindi la possibilità di inserire link all’interno delle proprie pagine. Così all’elezione per il miglior blog del mondo, gli elettori partecipanti sono solo i bloggers (che si presume siano una minoranza rispetto all’utenza della blogosfera).

Tale approccio però non è l’unico adottabile. Nella presentazione vengono citate altre due classi di metriche:

  • metriche basate sul numero di lettori – analogamente a quanto viene fatto per i media tradizionali si misurano le preferenze del pubblico; per realizzare analisi di questo tipo gli strumenti più efficaci sono i borwser stessi (o loro estensioni tipo google-bar) che consentono di raccogliere e centralizzare (previo consenso degli utenti e nel rispetto dei vincoli della privacy) le URL delle pagine visitate dagli utenti per redigere una classifica dei siti/blog più frequentati o delle pagine/post più lette;
  • metriche basate sulle raccomandazioni – gli utenti (non necessariamente bloggers) possono promuovere i post/blog che ritengono di maggior interesse; questo approccio premia il contributo attivo degli utenti senza limitare ai soli addetti ai lavori la possibilità di esprimere un giudizio. Gli strumenti di riferimento sono aggregatori come digg o sistemi di social bookmarking a la del.icio.us; anche in questo caso si possono naturalmente utilizzare strumenti di voto/bookmarking integrati nei browser (ce ne sono già diversi esempi).

Come sempre ogni approccio ha i suoi pro e i suoi contro. La soluzione migliore sarebbe forse riuscire a pesare opportunamente il contributo di ognuno; ma, in assenza di un criterio oggettivo di valutazione, la scelta dei pesi diventa una scelta politica.

 

Blogout! (avrebbe dovuto essere BarCamp Video)

Pubblicato il 28/01/2007 da Stefano Cazzella in Blog

Dopo un’interminabile settimana di blackout, il blog torna on-line. Pare che il solito ISP nostrano, incapace di garantire la continuità del servizio erogato (escluderei la matrice politica per l’oscuramento del blog ;-), sia finalmente riuscito a restituirmi l’accesso al mondo. L’esperienza mi ha quanto meno fornito alcuni interessanti spunti di riflessione su SLA, contact center, ecc. Ma questa è un’altra storia. Intanto, con incolpevole ritardo, mi appresto a commentare (anche visivamente) il BarCamp / RomeCamp 2007 cui ho partecipato la scorsa settimana.

Click To Play

La cosa che mi ha maggiormente sorpreso è stata la partecipazione significativa di esponenti del mondo dell’informazione. Nella mia mente avevo catalogato l’evento come geek-oriented e la cena della sera prima, organizzata da 2spaghi aveva decisamente rafforzato la mia convinzione. Non credevo sinceramente che una manifestazione ospitata dal Linux Club, il cui filo conduttore fosse il Web 2.0 potesse attirare, in qualità di partecipanti attivi, un numero significativo di giornalisti e operatori del settore editoriale. Invece ci sono stati diversi interventi interessanti in tal senso e l’argomento dell’impatto della blogosfera nel mercato editoriale è stato ampiamente dibattuto, specie in termini di confronto fra modelli di business e credibilità.

Fra gli interventi che ho avuto modo di seguire (l’evento era organizzato in tre sessioni parallele) vi segnalo quelli che, per un motivo o per l’altro, ho trovato di maggior interesse.

 

BarCamp / RomeCamp 2007

Pubblicato il 19/01/2007 da Stefano Cazzella in Blog,Web 2.0

RomeCamp 2007

Domani si terrà l’edizione romana del BarCamp cui parteciperò anch’io proponendo (questo è lo spirito del BarCamp) alcune riflessioni su come e perché misurare la blogosfera.

Il fascino dell’evento consiste nelle modalità organizzative che prevedono una sorta di auto-gestione dell’evento stesso. In pieno stile 2.0 ognuno è chiamato a partecipare con un proprio contributo (sia intellettuale che organizzativo) mentre viene demandato alla collettività il compito di governare il processo di selezione degli interventi e definire il palinsesto.

Tutti i partecipanti devono mostrare una demo, preparare una presentazione/discussione, una sessione o aiutare in una. Altrimenti possono offrirsi come volontari e contribuire in qualche modo al supporto dell’evento.

Tutte le presentazioni devono avvenire il giorno del barcamp. Preparala in anticipo ma soprattutto arriva presto al mattino in modo da prendere uno spazio sul muro con il post-it col titolo della presentazione.

Le persone presenti all’evento sceglieranno quali demo o presentazioni vogliono ascoltare.

Chi presenta si impegna a pubblicare nel web le slide, le note, l’audio e/o il video della sua presentazione, in modo che anche chi non era presente ne possa beneficiare.

Il primo BarCamp è stato organizzato nel 2005 a Palo Alto come alternativa democratica agli esclusivi FooCamp organizzati da O’Really. Il BarCamp non nasce come reazione critica agli eventi di O’Really (non ce ne sarebbe motivo), ma come affermazione del desiderio di aprire a tutti la possibilità di confrontarsi in dibatti pubblici in cui ognuno ha l’occasione di proporre le proprie idee.