Stefano Cazzella
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Archive for the ‘SOA’ Tag

JavaDay Roma 2007

Pubblicato il 03/12/2007 da Stefano Cazzella in Web 2.0

Sabato sono stato all'edizione romana del JavaDay ospitata dall’Università Roma Tre e organizzata dal Java User Group di Roma, Java Italian Portal e la Java Italian Association con il supporto di alcuni sponsor e media partner (fra cui questo blog?). La manifestazione è stata un vero successo di pubblico: il numero dei visitatori registrati ha superato le 1000 unità già a metà mattinata.

Per raccontare la mia giornata e cercare di trasmettere l'aria che ha caratterizzato l’evento ho preparato un video assemblando alcuni spezzoni degli interventi cui ho assistito:

  • Magic Box project: Effective K .I .S .S . with SpringFramework
  • SpagoBI: la piattaforma open source di Business Intelligence
  • Applicazioni BPEL utilizzando NetBeans e JBI
  • Terracotta DSO, una soluzione innovativa per software enterprise
  • Il Web del Futuro: Enterprise e Web Semantico
  • NASA World Wind for Java
  • I tesori nascosti dell’Open Source
 

Business Objects Complete Works

Pubblicato il 29/11/2006 da Stefano Cazzella in Business Intelligence,Web 2.0

The Complete Works

Ieri pomeriggio Business Objects, nell’ambito della campagna The Complete Works, ha presentato a Roma la propria collezione completa di prodotti ampliatasi notevolmente negli ultimi anni in seguito a diverse acquisizioni. La suite è stata riorganizzata in tre linee di prodotto:

  • TRUST – racchiude i prodotti EIM (Enterprise Information Management) dedicati al data cleansing (FirstLogic), al ETL (Acta), al EII (Medience) e alla gestione dei metadati (sviluppato da BO stessa)
  • SIMPLICITY – racchiude il risultato dell’integrazione fra i prodotti e l’esperienza di BO e Crystal per la Business Intelligence (Query&Reporting, OLAP, BSC, Dashboards, ecc)
  • ALIGNMENT – racchiude i prodotti EPM (Enterprise Performance Management) che integrano quanto sviluppato da SRC Software (anch’essa acquisita) per definire e condividere le strategie aziendali e monitorare l’esecuzione dei relativi piani operativi

La metafora scelta da BO per la campagna promozionale della propria suite è quella musicale: ogni strumento (linea/prodotto) ha un suo valore intrinseco ma i risultati migliori si ottengono quando suonano tutti assieme. Il tema musicale ha accompagnato l’evento: un trio jazz (vedi foto) ha inframmezzato le diverse presentazioni e ha poi accompagnato il classico buffet conclusivo.

L’evento era strutturato in tre interventi principali:

  • nel primo Keith Gile (Chief Strategy Officer Senior Analyst, Business Objects) ha tracciato uno scenario del settore della Business Intelligence del prossimo futuro sia in termini di mercato che di tecnologie (per ulteriori dettagli vi rimando ad un post dedicato in cui intendo approfondire gli argomenti trattati da Gile);
  • nel secondo è stato presentato da ANAS (Maurizio Biccellari – Resp. Area Contabilità e Controllo di Gestione SI di ANAS) uno studio di caso incentrato sull’utilizzo della tecnologia Xcelsius per la realizzazione di un cruscotto direzionale per monitorare lo stato di avanzamento delle diverse commesse stradali e autostradali gestite da ANAS;
  • nel terzo Maurizio D’Ascenzo (Product Marketing Manager, Business Objects) ha fatto una veloce carrellata sulle funzionalità offerte dai prodotti presenti nelle diverse linee.

Business Intelligence 2.0

Proprio dal terzo intervento sono venuti alcuni interessanti spunti sulla convergenza e l’adozione di tecnologie e filosofie del Web 2.0 nel settore della Business Intelligence. La rivoluzione che Business Objects sta perseguendo nell’innovazione della propria offerta interessa diversi ambiti:

  • User Revolution
    • Facilità d’uso degli strumenti di fruizione dell’Informazione; i modelli di riferimento dal punto di vista dell'interface design sono, guarda caso, Google ed Apple che hanno fatto della semplicità e dell’efficacia dell’interfaccia utente uno dei loro temi distintivi. Dal punto di vista tecnologico la scelta è caduta su Flash (vedi Xcelsius) piuttosto che su AJAX
    • Raggiungere anche quegli utenti che attualmente non usano strumenti BI ma che sono coinvolti a vario titolo nel processo decisionale di un impresa (middle management e impiegati); in questo caso la soluzione tecnologica individuata è in una maggiore integrazione con Excell e tutta la suite Office;
  • Platform Revolution
    • Offrire servizi di BI su web in modalità software-as-service in modo da sgravare le imprese (specie le PMI) dai costi di gestione di una piattaforma HW/SW; attualmente crystalreports.com offre un servizio su web per gli utenti di Crystal Reports XI che consente la distribuzione/condivisione di report realizzati con Crystal Reports
  • Network Revolution
    • Introduzione delle principali tecnologie di inter-networking come Web Services e RSS feed per integrare gli strumenti di BI nelle architetture SOA
  • Community Revolution
    • Integrare strumenti di collaborazione come forum di discussione contestuali ai report pubblicati che consentano, agli utenti abilitati a consultare un report, di discuterne i contenuti fra loro in modo che commenti e spiegazioni offerte da un utente vadano a beneficio di tutti; in questo modo spiegazioni e richieste di modifica, abitualmente scambiate via email, vengono tracciate ordinatamente e restano disponibili nel tempo a corredo del report stesso
 

Ragionando sulle Web App 2.0

Pubblicato il 06/02/2006 da Stefano Cazzella in Web 2.0

Ragionando sui validi spunti forniti da Stid in merito al confronto (inevitabile) fra Desktop e Web Apps, la prima impressione che ho avuto è che le Web App 2.0 soffrano già di un complesso di inferiorità e di competizione con le sorelle maggiori (almeno in termini di età/maturità); i più illuminati sostenitori delle Web App 2.0 si sciherano a favore di un minimalismo funzionalista che contraddistingue le interfacce leggere, eleganti ed efficaci delle nuove applicazioni: caratteristica questa che, se risultasse vincente, non è comunque fuori dalla portata delle più tradizionali applicazioni Desktop.

Dal punto di vista tecnologico le Web App si presentano, in virtù del comune denominatore rappresentato dalle tecnologie web-oriented, come un sistema idealmente cross-platform (ossia in grado di girare in ambienti eterogenei: PC con Windows o MacOS, set-top-box interattivi, ecc.) e quindi in grado di risolvere i problemi di compatibilità fra ambienti eterogenei e ridurre i costi unitari di sviluppo (nessun porting fra piattaforme differenti, bacino di utenza più ampio, diffusione maggiore della tecnologia e conseguente incremento dell’offerta e della qualità di sviluppatori di web app 2.0 sul mercato, ecc.). Del resto Java ha già dimostrato, con i doverosi distinguo, come questa sia una promessa tecnologicamente onorabile.

Credo che il ruolo principale che le Web App stiano giocando in questo sviluppo del Web 2.0 sia soprattutto quello di fornire un’interfaccia utente di rapida realizzazione e di altrettanto rapida diffusione, senza barriere tecnologiche all’accesso, che consenta di promuovere efficacemente i servizi Web 2.0. L’innovazione infatti non è tanto da ricercare nelle tecnologie, nella portabilità, nella leggerezza, ecc. quanto piuttosto nella capacità di condividere e distribuire un servizio centralizzato che possa essere integrato in ambienti e soluzioni differenti.

 

Architettura Web 2.0

 

E’ il servizio stesso che presenta gli elementi di innovazione caratteristici della seconda era Internet:

  • gestione (di parte) delle proprie informazioni affidata all’esterno del computer personale;
  • desiderio di pubblicare e condividere (parte) dei propri contenuti (immagini, pensieri, musica, ecc.) con altri membri della comunità Internet;
  • capacità di interagire e integrarsi con i contenuti pubblicati da altri (commenti, feedback, ecc.);
  • classificazione semantica dei contenuti (mediante metatag);
  • capacità di accedere al servizio sotto forme diverse (qui entrano in gioco fra le varie forme anche le Web App 2.0);
  • … (non pretendo di essere stato esaustivo)

Il Servizio 2.0 pervade l’ambiente operativo dell’utente attraverso differenti canali distributivi (feed, Web App, plug-in per applicazioni Desktop, plug-in per piattaforme di Blog, ecc.) tutti supportati da un set pubblico di API attravrso cui il servizio viene effettivamente pubblicato sulla rete.

Pertanto non credo sia prevedibile (né a breve né a medio termine) la sostituzione di una tipologia di applicazione (Desktop) con l’altra (Web App); credo piuttosto che si tratti di progettare sempre di più le applicazioni affinché siano in grado di accettare contributi funzionali da servizi esterni e contemporaneamente promuovere e adottare gli standard che facilitano tale processo di integrazione.