Archive for the ‘Web 2.0’ Tag

JavaDay Roma 2009

Pubblicato il 26/01/2009 da Stefano Cazzella in Web 2.0

Roma, 24 Gennaio 2009 – La facoltà di Ingegneria di Roma Tre ha ospitato la terza edizione romana del Java Day.

Anche quest’anno si è confermato il grande successo di pubblico che ha caratterizzato la passata edizione.

Nel video ho raccolto alcuni passi dei tre talk che ho seguito con maggior attenzione:

  • Java SE 6 Update 10 & JavaFX: la piattaforma Java per le RIA sulle novità introdotte con l’ultima release del JRE in merito alla realizzazione di Rich Internet Applications. Particolarmente interessante la maggior integrazione fra applet e browser (fra cui il pieno accesso alla struttura DOM della pagina sia in “lettura” che in “scrittura”) e con JavaScript (lo standard de fact nella realizzazione di web apps).
  • Android: lo sbarco di Google nel pianeta Mobile Internet: uno dei talk più attesi (e più affollati) non ha deluso le aspettative, combinando tanto codice con un’analisi acuta delle potenzialità e delle prospettive di mercato per il sistema targato Google.
  • Una carriera nell’Open Source: unico talk (credo) senza una riga di codice … ma probabilmente il più affascinante, come spesso succede quando ci si concentra sul rapporto fra tecnologia e modelli di organizzazione sociale.
 

Terza edizione Java Day a Roma (C4P)

Pubblicato il 04/11/2008 da Stefano Cazzella in Web 2.0

Dopo il successo dello scorso anno, il Java User Group di Roma, sta organizzando la terza edizione del Java Day nella Capitale, l’evento OPEN dedicato al mondo Java in cui sale in cattedra chi si confronta tutti i giorni con pregi e difetti di questa tecnologia.

Call For Paper Java Day Roma

(continua…)

 

JavaDay Roma 2007

Pubblicato il 03/12/2007 da Stefano Cazzella in Web 2.0

Sabato sono stato all'edizione romana del JavaDay ospitata dall’Università Roma Tre e organizzata dal Java User Group di Roma, Java Italian Portal e la Java Italian Association con il supporto di alcuni sponsor e media partner (fra cui questo blog?). La manifestazione è stata un vero successo di pubblico: il numero dei visitatori registrati ha superato le 1000 unità già a metà mattinata.

Per raccontare la mia giornata e cercare di trasmettere l'aria che ha caratterizzato l’evento ho preparato un video assemblando alcuni spezzoni degli interventi cui ho assistito:

  • Magic Box project: Effective K .I .S .S . with SpringFramework
  • SpagoBI: la piattaforma open source di Business Intelligence
  • Applicazioni BPEL utilizzando NetBeans e JBI
  • Terracotta DSO, una soluzione innovativa per software enterprise
  • Il Web del Futuro: Enterprise e Web Semantico
  • NASA World Wind for Java
  • I tesori nascosti dell’Open Source
 

Sun Tech Days 2007-2008

Pubblicato il 26/09/2007 da Stefano Cazzella in Web 2.0

Roma ha ospitato in questi giorni la prima data italiana dei Sun Tech Days 2007-2008. Rispetto alla Java Conference del 2006 si respira un’aria diversa, più orientata alla tecnologia: la legenda James Gosling ha lasciato il posto ad una schiera di Evangelist che hanno dimostrato sul campo le nuove tecnologie proposte da Sun.

Video thumbnail. Click to play.

Per chi non c’era, ho montato una clip che ripropone i 5 interventi in cui sono state presentate alcune di queste tecnologie (peccato per l’ultimo sul mash-up di servizi Web 2.0 in ambiente mobile – molto convincente – che purtroppo è stato tagliato dalla scarsa capacità della memory card – 2GB non sono stati sufficienti).

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PageRank, nofollow e outlinks

Pubblicato il 22/08/2007 da Stefano Cazzella in Web 2.0

Navigando di blog in blog, mi sono imbattuto nell’ennesima controversia sulla dispersione di page rank imputabile ai link in uscita (outlink) da una pagina web. Tipicamente le tesi che si contrappongono sono:

  • TESI 1: poiché il page rank (PR) di una pagina A dipende unicamente dai link in ingresso (inlink o backlink) e dal page rank delle pagine che la referenziano, l’aggiunta di un link in uscita (outlink) non altera il page rank della pagina A (semmai quello delle pagine referenziate da A);
  • TESI 2: il page rank di una pagina dipende dal page rank delle pagine che lo referenziano, ma poiché la somma dei page rank di tutte le pagine è sempre 1, se una pagina A aggiunge un link verso una pagina B quest’ultima vedrà aumentare il proprio page rank (grazie al nuovo contributo positivo portato da A) e quindi affinché la somma di tutti i page rank rimanga 1 il page rank di A deve essere necessariamente diminuito;
  • TESI 3: il page rank dipende dalla topologia dell’intera rete di pagine; aggiungere un link in uscita modifica tale topologia facendo variare il page rank di tutte le pagine in maniera imprevedibile se non si ha una conoscenza completa di tutte le interconnessioni.

Quali tesi sono vere e quali false?

(continua…)

 

Nuovo layout grafico per caccio’s blog

Pubblicato il 14/08/2007 da Stefano Cazzella in Blog,Web 2.0

Ho rubato qualche giorno di vacanza alle ferie estive per ripensare il layout del blog. L’opera non è ancora completa (direi che è ancora in beta – se non fosse un termine ormai abusato), ma le novità – a partire dalla veste grafica – non mancano.

La prima novità di cui è necessario parlare riguarda la presentazione dell’elenco dei post più recenti nella pagina principale: invece che presentare i post per intero, costringendo chi non fosse interessato agli argomenti trattati nei primi post a lunghe “scrollate” per raggiungere quelli successivi (nel caso venisse mai concessa una prova d’appello nel frenetico mondo del web 2.0), ho preferito lasciare solo le prime righe di ciascun post in modo da facilitare la selezione dei contenuti di maggior interesse fra quelli pubblicati. Per proseguire nella lettura di un post dalla pagina principale ora è necessario fare click sul titolo del post o sulla voce [continua] al termine della sua presentazione.

(continua…)

 

Fiat Bravo Guerrilla Marketing

Pubblicato il 01/02/2007 da Stefano Cazzella in Marketing,Web 2.0

Oggi è stata presentata ufficialmente la nuova Fiat Bravo. Non mi intendo di motori e quindi non ho intenzione di offrire alcun giudizio in merito. La mia attenzione è invece stata attirata dalla campagna promozionale organizzata da Fiat; non da quella condotta attraverso i classici strumenti promozionali (recensioni, interviste e messaggi promozionali su TV, radio e carta stampata, partecipazione a fiere specialistiche, sponsorizzazioni, ecc.), ma da quella “parallela” caratterizzata dall’uso di strumenti meno convenzionali, ancorché già ampiamente utilizzati in altri paesi.

Da alcuni giorni sono comparsi nella zona centrale dell’EUR a Roma alcuni cartelli gialli, del tutto anonimi, con una freccia nera e la scritta TEST DRIVE. Non si faceva nessun riferimento a marche o modelli di auto e forse proprio per questo i cartelli hanno suscitato una certa curiosità generale, o quanto meno si sono fatti notare. Seguendo tali cartelli come in una caccia al tesoro, si veniva guidati verso l’area sottostante la sede di Confindustria dove, nella giornata di ieri, veniva presentata “al pubblico” che passava di lì la nuova Fiat Bravo.

Fiat Bravo Guerrilla Marketing

Alla gente che si presentava veniva data la possibilità di provare una delle Bravo portate lì per l’occasione da Fiat. Non c’è stata alcuna esplicita forma promozionale (che io sappia) dell’evento, che pure si svolgeva a ridosso di una zona molto frequentata in orario di ufficio. La gente ci arrivava per caso o guidata dalle frecce.

Incuriosito dall’evento più che dalla copertura offerta dai TG al lancio della nuova auto, sono andato in rete a cercare altre informazioni sulla campagna pubblicitaria e ho così scoperto che Fiat ha aperto un blog dedicato alla Bravo chiamato: Quelli che Bravo. Come si confà ad ogni blog moderno che si rispetti, anche questo è ricco di contenuti video, naturalmente pubblicati attraverso YouTube. Lo spirito dichiarato del Blog è quello di raccogliere i contributi di tutti quelli che hanno partecipato alla realizzazione del progetto Fiat Bravo, un po come viene fatto per i progetti Web 2.0 che sono sempre accompagnati da un blog realizzato dai protagonisti del progetto che ne raccontano il making-of. Ci sono quindi interviste ai responsabili marketing che approfondiscono aspetti tecnici sulla motorizzazione dei diversi modelli come sulle politiche di garanzia, ecc.

I responsabili del Blog sono i due Product Manager di Bravo Headquarters e Mercato Italia. Interessante è l’affermazione che chiude la presentazione degli autori del blog che riporto di seguito:

Loro si occupano di Marketing e fino ad oggi i blog li hanno solo letti e non scritti; perciò ad aiutarli ci saranno dei professionisti del web, dei Co-blogger: Barbara Berardi content manager per Arc Leo Burnett e Marco Massarotto.

Anche nell’immaginario di chi fa marketing ad alto livello i blog stanno assumendo un ruolo diverso: non sono più solo uno strumento “passivo” utile a conoscere le opinioni e i gusti della gente (o meglio di un settore ben qualificato dei possibili consumatori) ma divengono un vero e proprio strumento attivo di promozione dell’immagine di un prodotto. Per attuare queste operazioni sono state scelte delle figure professionali dedicate che conoscono lo strumento e le sue dinamiche.

Ma la blogosfera e i suoi protagonisti sono pronti per questa intrusione? Il mondo dei bloggers è una realtà chiusa e difficile, animata da un’etica che ripudia (almeno a parole) strumentalizzazioni, specie per fini commerciali. Tuttavia blog come “Quelli che Bravo” non sono rivolti ai bloggers, ma ai loro lettori che per il marketing contano molto di più dei bloggers stessi (con buona pace dei bloggers che continuano a cross-linkarsi per salire in classifica – per la cronaca hagakure, il blog fondato da Marco Massarotto, è in posizione 735 nella classifica di BlogBabel).

Riusciranno i blog prodotti per perseguire fini promozionali a crearsi spazio su web e sostituirsi ai blog amatoriali o semi-professionali negli interessi e negli affetti del pubblico di Internet?

 

Le misure contano? (BarCamp / RomeCamp 2007)

Pubblicato il 30/01/2007 da Stefano Cazzella in Web 2.0

Al BarCamp di Roma della settimana scorsa ho proposto alcune riflessioni su come e perché misurare la blogosfera. Di seguito ho riportato le slide utilizzate durante l’intervento (chi non riesce a visualizzarle può andare direttamente su slideshare dove sono pubblicate assieme a molti altri interventi del BarCamp o scaricare la versione in PDF)

Lo spunto per le riflessioni è nato dalle discusioni intrecciate fra vari bloggers (fra i migliori post quelli di Axel su I blog it!, Suzukimaruti e Giuseppe Granieri su Apogeonline) circa le motivazioni che spingono all’irrefrenabile istinto di misurare la propria celebrità e il significato indotto che può essere attribuito da osservatori esterni (ma interessati al fenomeno) ai risultati misurati. Esprimere numericamente e sinteticamente l’importanza attribuita ai diversi blog serve sia a posizionare i blog all’interno della blogosfera e facilitare l’emersione dei contributi di maggior valore, che a raffrontare il fenomeno con i numeri di altri settori editoriali esterni, ma spesso contigui, alla blogosfera. L’interesse per metriche di questo tipo è alta sia in Italia che fuori anche in relazione alla crescita esponenziale del fenomeno blog la cui analisi quantitativa risulta tutt’altro che semplice senza un sistema di misura condiviso e attendibile nelle sue rilevazioni.

Gran parte delle metriche definite a tale scopo sono ispirate (spesso liberamente) al “mitico” algoritmo dei ragazzi di Google noto come PageRank. Tali metriche si basano sul concetto di citazione: più una pagina/post/sito/blog è citato da altre pagine, più questo è ritenuto di interesse. Technorati, ad esempio, per il suo posizionamento nella classifica generale utilizza il numero di link diretti verso un blog come indice della sua importanza. Fra i principali difetti di questo approccio (tralasciando le storture imputabili alle implementazioni orientate alla struttura dei siti web 1.0) citerei l’auto-referenzialità: l’unico giudizio che viene tenuto in conto è il giudizio di chi pubblica contenuti su Internet che ha quindi la possibilità di inserire link all’interno delle proprie pagine. Così all’elezione per il miglior blog del mondo, gli elettori partecipanti sono solo i bloggers (che si presume siano una minoranza rispetto all’utenza della blogosfera).

Tale approccio però non è l’unico adottabile. Nella presentazione vengono citate altre due classi di metriche:

  • metriche basate sul numero di lettori – analogamente a quanto viene fatto per i media tradizionali si misurano le preferenze del pubblico; per realizzare analisi di questo tipo gli strumenti più efficaci sono i borwser stessi (o loro estensioni tipo google-bar) che consentono di raccogliere e centralizzare (previo consenso degli utenti e nel rispetto dei vincoli della privacy) le URL delle pagine visitate dagli utenti per redigere una classifica dei siti/blog più frequentati o delle pagine/post più lette;
  • metriche basate sulle raccomandazioni – gli utenti (non necessariamente bloggers) possono promuovere i post/blog che ritengono di maggior interesse; questo approccio premia il contributo attivo degli utenti senza limitare ai soli addetti ai lavori la possibilità di esprimere un giudizio. Gli strumenti di riferimento sono aggregatori come digg o sistemi di social bookmarking a la del.icio.us; anche in questo caso si possono naturalmente utilizzare strumenti di voto/bookmarking integrati nei browser (ce ne sono già diversi esempi).

Come sempre ogni approccio ha i suoi pro e i suoi contro. La soluzione migliore sarebbe forse riuscire a pesare opportunamente il contributo di ognuno; ma, in assenza di un criterio oggettivo di valutazione, la scelta dei pesi diventa una scelta politica.

 

Blogout! (avrebbe dovuto essere BarCamp Video)

Pubblicato il 28/01/2007 da Stefano Cazzella in Blog

Dopo un’interminabile settimana di blackout, il blog torna on-line. Pare che il solito ISP nostrano, incapace di garantire la continuità del servizio erogato (escluderei la matrice politica per l’oscuramento del blog ;-), sia finalmente riuscito a restituirmi l’accesso al mondo. L’esperienza mi ha quanto meno fornito alcuni interessanti spunti di riflessione su SLA, contact center, ecc. Ma questa è un’altra storia. Intanto, con incolpevole ritardo, mi appresto a commentare (anche visivamente) il BarCamp / RomeCamp 2007 cui ho partecipato la scorsa settimana.

Click To Play

La cosa che mi ha maggiormente sorpreso è stata la partecipazione significativa di esponenti del mondo dell’informazione. Nella mia mente avevo catalogato l’evento come geek-oriented e la cena della sera prima, organizzata da 2spaghi aveva decisamente rafforzato la mia convinzione. Non credevo sinceramente che una manifestazione ospitata dal Linux Club, il cui filo conduttore fosse il Web 2.0 potesse attirare, in qualità di partecipanti attivi, un numero significativo di giornalisti e operatori del settore editoriale. Invece ci sono stati diversi interventi interessanti in tal senso e l’argomento dell’impatto della blogosfera nel mercato editoriale è stato ampiamente dibattuto, specie in termini di confronto fra modelli di business e credibilità.

Fra gli interventi che ho avuto modo di seguire (l’evento era organizzato in tre sessioni parallele) vi segnalo quelli che, per un motivo o per l’altro, ho trovato di maggior interesse.

 

BarCamp / RomeCamp 2007

Pubblicato il 19/01/2007 da Stefano Cazzella in Blog,Web 2.0

RomeCamp 2007

Domani si terrà l’edizione romana del BarCamp cui parteciperò anch’io proponendo (questo è lo spirito del BarCamp) alcune riflessioni su come e perché misurare la blogosfera.

Il fascino dell’evento consiste nelle modalità organizzative che prevedono una sorta di auto-gestione dell’evento stesso. In pieno stile 2.0 ognuno è chiamato a partecipare con un proprio contributo (sia intellettuale che organizzativo) mentre viene demandato alla collettività il compito di governare il processo di selezione degli interventi e definire il palinsesto.

Tutti i partecipanti devono mostrare una demo, preparare una presentazione/discussione, una sessione o aiutare in una. Altrimenti possono offrirsi come volontari e contribuire in qualche modo al supporto dell’evento.

Tutte le presentazioni devono avvenire il giorno del barcamp. Preparala in anticipo ma soprattutto arriva presto al mattino in modo da prendere uno spazio sul muro con il post-it col titolo della presentazione.

Le persone presenti all’evento sceglieranno quali demo o presentazioni vogliono ascoltare.

Chi presenta si impegna a pubblicare nel web le slide, le note, l’audio e/o il video della sua presentazione, in modo che anche chi non era presente ne possa beneficiare.

Il primo BarCamp è stato organizzato nel 2005 a Palo Alto come alternativa democratica agli esclusivi FooCamp organizzati da O’Really. Il BarCamp non nasce come reazione critica agli eventi di O’Really (non ce ne sarebbe motivo), ma come affermazione del desiderio di aprire a tutti la possibilità di confrontarsi in dibatti pubblici in cui ognuno ha l’occasione di proporre le proprie idee.